Ieri l´ex presidente ha siglato un precontratto per rilevare da Capobianco e soci il 100% delle quote rossonere. E con lui tornano in società (Prima Divisione) il d.s. Pavone e Zeman, come a metà Anni 80: "Ma non siamo una minestra riscaldata, vogliamo solo riproporre il nostro calcio"
Non è una rimpatriata, ma una ripartenza. Proprio da dove era cominciata Zemanlandia. Rieccoli, Pasquale Casillo, Peppino Pavone e Zdenek Zeman come nell´estate del 1986. “Ma non siamo una minestra riscaldata, vogliamo solo riproporre il nostro calcio, quello tutto d´attacco”, dice Pavone, talent scout di quel Foggia da sogno, quello di Beppe Signori, Ciccio Baiano e Gigi Di Biagio, ma anche di Igor Shalimov, Brian Roy, José Chamot, Igor Kolyvanov e Dan Petrescu.
Firma - Ieri Pasquale Casillo ha siglato un precontratto per rilevare da Capobianco e soci il 100% delle quote rossonere che nel 1994, dopo le sue disavventure giudiziarie, erano passate al Tribunale di Napoli prima di intraprendere un giro vorticoso tra banche, proprietà di Sensi e un fallimento. Sedici anni dopo, il Foggia non è più in A ma nel labirinto della Prima divisione.
Calcio doc - “Abbiamo lo stesso entusiasmo di vent´anni fa e una responsabilità in più: quella di vincere questa nuova sfida nel calcio attuale”, aggiunge Pavone. Già, che calcio era quello del Foggia di Zeman? Tanti ragazzi scoperti nelle serie minori da lanciare in A. E l´idea di un gioco che poteva essere solo d´attacco, con un tridente che ancora imperversa su youtube nei suoi gol senza tempo, quello di Rambaudi, Baiano e Signori. In panchina Zeman che diceva sempre: “Bisogna pensare solo a fare un gol in più dell´avversario”. Una goduria. Tutti a sfrecciare per andare a segnare, come in luna park. Era bello quel Foggia, che sembrava vivere in un castello incantato. E una città sognava a occhi aperti. Al tappeto la Juve di Trapattoni, ma allo Zaccheria rischiò grosso anche il Milan degli Invincibili di Capello. La favola finì nel 1994 e Zeman andò alla Lazio. Poi Casillo, Pavone e Zeman si sono ritrovati all´Avellino nel 2003: un remake finito male con la retrocessione in C1. Ma era tutto diverso e soprattutto non era Foggia.
Rientri - Ora la storia ricomincia. Una città che torna a sognare. Qualcuno si sentirà più giovane di 25 anni, con i propri beniamini che tornano allo Zaccheria. Tornano pure Franco Mancini, il portiere che fece un tunnel a Van Basten e ora farà il preparatore, Maurizio Codispoti, il terzino d´assalto che allenerà nelle giovanili, Vincenzo Cangelosi, lo storico vice di Zeman. Che ritroverà anche Franco Altamura, il dirigente accompagnatore, lo 007 dello spogliatoio. Tutti si sono rivisti nove mesi fa a Roma, alla prima di un film su Zemanlandia. “Quel giorno nacque l´idea di tornare tutti insieme nel Foggia", confida Pavone. Casillo in pubblico chiese a Zeman: "Torneresti a Foggia anche in Prima divisione?”. Il boemo, davanti a Pavone, ci pensò e rispose: “Non si sa mai”. Tutti e tre sorrisero. Ora Foggia torna a coccolarsi Zemanlandia.
Fonte: La Gazzetta dello Sport
Non è una rimpatriata, ma una ripartenza. Proprio da dove era cominciata Zemanlandia. Rieccoli, Pasquale Casillo, Peppino Pavone e Zdenek Zeman come nell´estate del 1986. “Ma non siamo una minestra riscaldata, vogliamo solo riproporre il nostro calcio, quello tutto d´attacco”, dice Pavone, talent scout di quel Foggia da sogno, quello di Beppe Signori, Ciccio Baiano e Gigi Di Biagio, ma anche di Igor Shalimov, Brian Roy, José Chamot, Igor Kolyvanov e Dan Petrescu.
Firma - Ieri Pasquale Casillo ha siglato un precontratto per rilevare da Capobianco e soci il 100% delle quote rossonere che nel 1994, dopo le sue disavventure giudiziarie, erano passate al Tribunale di Napoli prima di intraprendere un giro vorticoso tra banche, proprietà di Sensi e un fallimento. Sedici anni dopo, il Foggia non è più in A ma nel labirinto della Prima divisione.
Calcio doc - “Abbiamo lo stesso entusiasmo di vent´anni fa e una responsabilità in più: quella di vincere questa nuova sfida nel calcio attuale”, aggiunge Pavone. Già, che calcio era quello del Foggia di Zeman? Tanti ragazzi scoperti nelle serie minori da lanciare in A. E l´idea di un gioco che poteva essere solo d´attacco, con un tridente che ancora imperversa su youtube nei suoi gol senza tempo, quello di Rambaudi, Baiano e Signori. In panchina Zeman che diceva sempre: “Bisogna pensare solo a fare un gol in più dell´avversario”. Una goduria. Tutti a sfrecciare per andare a segnare, come in luna park. Era bello quel Foggia, che sembrava vivere in un castello incantato. E una città sognava a occhi aperti. Al tappeto la Juve di Trapattoni, ma allo Zaccheria rischiò grosso anche il Milan degli Invincibili di Capello. La favola finì nel 1994 e Zeman andò alla Lazio. Poi Casillo, Pavone e Zeman si sono ritrovati all´Avellino nel 2003: un remake finito male con la retrocessione in C1. Ma era tutto diverso e soprattutto non era Foggia.
Rientri - Ora la storia ricomincia. Una città che torna a sognare. Qualcuno si sentirà più giovane di 25 anni, con i propri beniamini che tornano allo Zaccheria. Tornano pure Franco Mancini, il portiere che fece un tunnel a Van Basten e ora farà il preparatore, Maurizio Codispoti, il terzino d´assalto che allenerà nelle giovanili, Vincenzo Cangelosi, lo storico vice di Zeman. Che ritroverà anche Franco Altamura, il dirigente accompagnatore, lo 007 dello spogliatoio. Tutti si sono rivisti nove mesi fa a Roma, alla prima di un film su Zemanlandia. “Quel giorno nacque l´idea di tornare tutti insieme nel Foggia", confida Pavone. Casillo in pubblico chiese a Zeman: "Torneresti a Foggia anche in Prima divisione?”. Il boemo, davanti a Pavone, ci pensò e rispose: “Non si sa mai”. Tutti e tre sorrisero. Ora Foggia torna a coccolarsi Zemanlandia.
Fonte: La Gazzetta dello Sport






